giovedì 8 giugno 2017

L'intelligence a 10 anni dalla riforma. Simposio a Cosenza

 “Intelligence: a dieci anni dalla riforma. Risultati, questione aperte, prospettive”. È questo il titolo della giornata di studi che si svolgerà il prossimo 19 giugno all’Università della Calabria, dalle ore 9:30 alle ore 17:30, presso l’Aula magna "Beniamino Andreatta".
L’evento è stato promosso dal Centro di documentazione scientifica sull’Intelligence dell’Unical, in collaborazione con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica, il Laboratorio nazionale Cini di Cybersecurity e la rivista di geopolitica Limes.
Dopo i saluti del Magnifico rettore dell’ateneo cosentino, Gino Mirocle Crisci, e del direttore del dipartimento di lingue e scienze dell'educazione, Roberto Guarasci, si passerà alle introduzioni del direttore del master in intelligence dell’Università della Calabria, Mario Caligiuri, e del docente e componente del comitato scientifico del master, Marco Valentini.
In seguito, le relazioni del direttore del dipartimento delle Informazioni per la sicurezza della Presidenza del consiglio, Alessandro Pansa, e del vice presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Giuseppe Esposito, si aprirà la prima sessione del meeting dal titolo: “I 10 anni trascorsi: quello che è stato”.
La prima relazione, sarà svolta dal Prefetto e consigliere di Stato Carlo Mosca: “Il percorso legislativo delle riforme del sistema d’intelligence”, alla quale seguirà quella del direttore di “Limes” Lucio Caracciolo: “Geopolitica e intelligence”.
Alle ore 15:00, riprenderanno i lavori con la seconda sessione del convegno, dal titolo “I prossimi 10 anni: quello che potrà essere” con le relazioni del professore della George Washington University, Lorenzo Vidino: “La radicalizzazione in Italia e in Europa”; del direttore del laboratorio nazionale Cini di Cybersecurity, Roberto Baldoni: “Cybersecurity e Big Data per l’interesse nazionale” e del professore dell’Università "Gabriele D'Annunzio" di Pescara, Antonio Maria Rinaldi: “Le guerre economiche: il ruolo dell'intelligence”. Le conclusioni, sono state affidate al Ministro dell’interno, Marco Minniti.

I lavori saranno seguiti da Radio Radicale mentre le relazioni verranno pubblicate nella collana editoriale del Centro di documentazione scientifica sull’Intelligence dell’’Università della Calabria.

giovedì 1 giugno 2017

Fuscaldo: L'Itis fiore all'occhiello dell'innovazione

L’Itis di Fuscaldo si  avvia a divenire l’emblema del cuore pulsante  non solo della  Calabria o del  Sud  ma dell’Italia intera. Nei giorni scorsi, l’istituto tecnico, sbaragliando gli avversari, ha vinto il primo premio al concorso nazionale ‘’Creare con l’elettronica’’.
Fuscaldo è da sempre conosciuto come un bellissimo borgo medievale della provincia di Cosenza, famoso per esservi nata la mamma di San Francesco di Paola, per i suoi portali,  per le sue vedute mozzafiato che si affacciano sul mare dal cui tremolio luccicante  riecheggiano ancora le voci dei Saraceni  e dei Fenici.
La cittadina tirrenica, è un raro esempio di  tradizione coniugata e integrata con l’innovazione. Ed è anche  attraverso l’Itis e le capacità professionali dei suoi docenti, che la nostra terra di Calabria esprime, continuamente, l’eccellenza  dei suoi cervelli e il fattivo e insostituibile contributo degli stessi all’affermazione dell’italianità nel mondo.
“Chiunque si sia approcciato alla scuola di Fuscaldo – si legge in una nota - si è forse assuefatto ai successi, frutto di lavoro e sacrifici silenti,  testimoniati da  targhe, menzioni e attestati che tappezzano i muri o si sono accumulati sui capienti mobili dell’ufficio di presidenza. Tra i traguardi più recenti, come non ricordare l’esperimento tuttora in corso con la Nasa che ha visto l’Itis rappresentare  a Houston, la prima scuola  al mondo ad essere ammessa presso una loro base. Subito dopo, alla fiera di Verona, l’Itis è stato selezionato direttamente dal Miur per rappresentare un’eccellenza italiana. Altri riconoscimenti sono “Unioncamere” a Roma, dove ancora una volta alla scuola di  Fuscaldo fu assegnato un posto d’onore, e il premio “Anthurium”.
Lo scorso sabato, è stato raggiunto un nuovo successo a Scampia: il primo premio per la progettualità al concorso nazionale ‘’Creare con l’Elettronica’’. Una Scuola sempre attiva con ricerche innovative  in grado di esplorare tutta la vastità del panorama scientifico.
Lo sanno bene i commissari esterni che ogni anno presso la scuola, s’imbattono in tesine sperimentali e originali di alto contenuto tecnico e tecnologico.
“Il concorso nazionale “Creare con l’Elettronica” – continua la nota stampa - è una gara che, ogni anno, vede come organizzatore l’Itis “Galileo Ferraris” di Scampia. Un evento, ricolto a tutte le scuole d’Italia che ha come obiettivo quello di coinvolgere tutti gli sperimentatori e gli appassionati di elettronica in una competizione di bravura nella realizzazione  di apparecchiature elettroniche in grado di rendere più efficienti prodotti già esistenti o, addirittura,  proporre  progetti completamente innovativi”.
La squadra degli allievi dell’Itis di Fuscaldo, formata dagli alunni Sabrina Colonese, Chianello Ersilia, Carnevale Martina, Perrotta Marilù, Mandato Luca, Marcone Emilia, Trotta Vanessa, De Rose Francesco, Greco Alex e De Cesare Diego,  guidata dai docenti Cirimele, Piluso e Caglianone, sempre sostenuti dal dirigente scolastico, Graziano Di Pasqua, e da tutti gli altri docenti, hanno elaborato sei progetti, tutti molto apprezzati dalla commissione di valutazione costituita da esperti tecnici  del settore ed imprenditori in cerca di nuove idee da trasformare in startup.
Fuscaldo ha conquistato la giuria col suo originalissimo “WIRELESS POWER TRANSMISSION AT LONG DISTANCE”, basato su un dispositivo che, partendo dai risultati dei noti esperimenti di Tesla, propone un’innovativa applicazione per la trasmissione senza fili dell’energia elettrica.

Ma anche il “Robot esploratore” così come il “Montacarichi con braccio autoposizionante con controllo remoto”  e il “Dog silent system” non sono passati inosservati al rappresentante del Cifit (Criminology International Forensic Investigation Technologies) che, a caccia di nuove idee, ha chiesto il numero di  telefono degli alunni per un eventuale finanziamento e produzione industriale dei progetti presentati. 

Guardia Piemontese: X edizione della Giornata della memoria

È tutto pronto a Guardia piemontese per la X edizione  della “Giornata della Memoria”. L’evento, che si terrà lunedì prossimo, 5 giugno, è stato istituzionalizzato dal comune occitano nel 2008, e fortemente voluto dal compianto sindaco, Gaetano Cistaro, per recuperare un oblio di oltre 450 anni.
Il 5 giugno 1561, infatti, Guardia Piemontese assisteva ad uno dei più grandi massacri della storia, che fece centinaia di vittime non risparmiando donne e bambini.
“Si assistette – si legge in una nota stampa - ad una delle più feroci e truculente persecuzioni di cui rimangono tracce significative, a Guardia Piemontese, nella triste e terribile sopravvivenza architettonica della “Porta del Sangue”, presso la quale tradizione vuole che il Sangue dei Valdesi sia scorso a fiumi, durante i terrificanti eccidi che li videro innocenti protagonisti”.
La manifestazione, vuole essere una celebrazione comunitaria per trasmettere alle nuove generazioni una significativa pagina di storia che appartiene non solo alla gente guardiola, ma alla Calabria, all’Italia, all’Europa e al mondo tutto.
“Con tale evento – si legge ancora nella nota - desideriamo rendere omaggio al coraggio e alla dedizione di chi affrontò la morte pur di non rinunciare alla confessione aperta della propria fede, con una fedeltà e con uno spirito di sacrificio che destano a tant’anni di distanza ancora una grande ammirazione”.
La Giornata della Memoria è il risultato di un’ottimale sinergia tra Comune di Guardia Piemontese, Istituto Comprensivo “Gaetano Cistaro” e Centro Culturale Gian Luigi Pascale.
Ricco il calendario degli eventi. Alle ore 10.30 ci sarà la commemorazione delle vittime del 5 giugno 1561, con la deposizione della corona presso la “Roccia di Val Pellice”. Seguirà la cerimonia di consegna della borsa di studio relativa alla Giornata della Memoria, istituita dall’Amministrazione Comunale di Guardia Piemontese. Alle ore 19.00, al via il Culto Valdese, con Santa Cena, presso il nuovo Anfiteatro comunale, inaugurato lo scorso 20 maggio, alla presenza del Cantautore  Dario Brunori. Alle ore 20.30, si svolgerà sempre presso l’Anfiteatro comunale, una rappresentazione teatrale inedita, dal titolo “Gli Immortali”. L’Ingresso è libero!!!
“È stato scelto un programma più “leggero” rispetto alle scorse edizioni – afferma la coordinatrice del Progetto “mettiamo in scena i sentimenti”, Gabriella Sconosciuto - perché si vuole dare maggiore visibilità ai giovani ragazzi dell’Istituto Comprensivo Gaetano Cistaro, attori protagonisti della rappresentazione teatrale “Gli Immortali”, realizzata nell’ambito del progetto “Mettiamo in Scena i Sentimenti”, proposto dal Centro culturale Pascale e finanziato dall’Opm della Chiesa Valdese. Si tratta di una Storia d’amore impossibile tra due giovani valdesi. I testi di studio elaborati a partire dai documenti ufficiali, raccontano degli accadimenti che hanno coinvolto vittime e carnefici dell’intolleranza cattolica in Calabria. Si parte dall’arrivo dei Valdesi in Calabria, si descrive il loro credo, la vita condotta, il loro amore per il lavoro, la riservatezza, tanto da essere stimati anche da cattolici al di là delle loro “credenze ereticali”. Sarà uno spettacolo molto interessante e i ragazzi stanno lavorando duramente insieme alle tre docenti coinvolte nella rappresentazione teatrale: Giovanna Curcio, Silvana Pietramala e Francesca Amendola, alle quali va il mio sentito grazie per tutto quello che stanno facendo con tanta dedizione e amore”.
Alla rappresentazione teatrale, prenderanno parte il sindaco di Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti, il presidente del Centro Culturale, Gian Luigi Pascale, Beatrice Grill, il Dirigente Scolastico dell’ I.C. “G. Cistaro”, Leopoldo Di Pasqua,  il Direttore Generale Usr Calabria, Diego Bouschè, il dirigente dell’Ufficio scolastico della provincia di Cosenza, Luciano Greco, l’onorevole, Ernesto Magorno, il consigliere regionale, Giuseppe Aieta, il rappresentante delle Valli Occitane, Marco Armando Hugon, il Direttore del Centro Culturale di Torre Pellice, Davide Rosso e le autorità civili, militari e religiose presenti.
Parteciperà alla manifestazione anche  una delegazione Piemontese e una troupe del  programma di Rai 2 “Protestantesimo”.
Il 2017 è un anno importante per Guardia Piemontese. La cittadina, è stata insignita  del titolo di  “Citta Europea della Riforma”, insieme a Venezia e a Torre Pellice, uniche città italiane delle 75 città o paesi distribuiti in 15 nazioni. Guardia Piemontese, unica isola linguistica di minoranza occitana nel sud Italia, è entrata a far parte, insieme a Wittenberg, Vienna, Londra, Ginevra, di un gruppo di località europee legate alla storia della Riforma del XVI secolo.


martedì 30 maggio 2017

Il maestro Beppe Vessicchio incanta l'Unical

Quando si parla di musica, quella con la ‘’M’’ maiuscola non si può, a mio modesto avviso, non pensare al maestro Beppe Vessicchio.
Nei giorni scorsi, grande successo ha riscosso il seminario, tenuto dal maestro nei saloni dell’Università della Calabria, dal tema ‘’Frequenze pensiero e musica: interazione con gli organismi viventi’’, organizzato da Rosa Fernandez, Antonio Sorrentino, Paolo Luciani. All’evento, hanno preso parte il direttore del Dipartimento DiBest, professor Cesare Indiveri, la professoressa Radiana Cozza, il maestro Francesco Perri, e la dirigente del liceo musicale, Loredana Giannicola. I numerosi interventi, sono stati coordinati dalla professoressa Erminia Pietramala.
In un’aula gremita, Vessicchio ha incantato, con l’armonia delle sue parole, un pubblico attento e interessato. 
“Non ho una scaletta – ha dichiarato - perché quello che dirò scaturirà dall’armonia presente in quest’aula, dall’interazione positiva tra me e il pubblico eterogeneo. Ad  un certo punto della mia vita – ha continuato il maestro Vessicchio - mi sono reso conto di aver costruito il mio percorso lavorativo su abilità e tecniche, miranti a compiacere i sistemi di mercato. Il tutto, finché un giorno ho ascoltato alla radio “Hotel California” degli Eagles. È stato il momento del cambiamento. Tutto è diventato chiaro. L’introduzione del brano dura 52 secondi. Un tempo lunghissimo per le introduzioni musicali delle canzoni di oggi e di allora. Gli Eagles non volevano certo compiacere il mercato. Avevano seguito un bisogno che era diventato un’invenzione. Si poteva fare buona musica anche controvento. Da allora – ha affermato il maestro - ho deciso di seguire la via della coerenza e sella sincerità. Un artista propone, non asseconda. Ho deciso di iniziare a chiedermi cosa c’è “dentro” la musica, fino a dove possono arrivare i suoi poteri benefici. Ho deciso di indagare sulle relazioni tra la musica e il mondo che ci circonda. La musica non è solo stimolo cerebrale. La musica ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo”.
Parole che lasciano il segno e illuminano l’anima con melodie incantate.

Poi, Beppe Vessicchio ha dato vita ad un vero e proprio esperimento, coadiuvato da tre sommelier, alle quali ha chiesto di stappare una bottiglia di vino e versarlo in otto calici. Quattro di questi, li ha messi “in vibrazione” su un ipad che trasmetteva musiche, da lui composte ad hoc, e dopo un certo lasso di tempo ha chiesto alle sommelier di testarne l’odore. Le tre, concordi, hanno dichiarato che notavano una differenza: il vino sottoposto a vibrazioni si era evoluto! 

Orsomarso e il Parco Nazionale del Pollino leader al Salone Internazionale del Libro

Grande successo per l’iniziativa editoriale “Pollino. Gli uomini, i segni, il paesaggio”. Orsomarso e il Parco Nazionale del Pollino sono stati tra i protagonisti indiscussi del Salone Internazionale del Libro che si è tenuto a Torino nei giorni scorsi.
Nell’ambito della kermesse, sono state presentate le nuove attività editoriali volute dall’ente Parco Nazionale del Pollino, in collaborazione con la casa editrice Rubbettino.
Alla conferenza che ha promosso il lancio editoriale dedicato alle bellezze, alle tradizioni e alla storia delle comunità del Pollino, hanno preso parte il presidente del  Parco, Domenico Pappaterra, Bruno Niola, dirigente del Parco nazionale del Pollino, lo storico, Giovani Russo, autore della “Guida ai Monasteri del Mercurion”, il fotografo, Pietro Rotondaro, autore delle immagini della “Guida ai Monasteri del Mercurion” e l’editore, Florindo Rubbettino.

 “Sono stati 5 giorni di grande cultura oltre confine – hanno dichiarato Giovanni Russo e Pietro Rotondaro -. Abbiamo avuto la grande opportunità di portare una voce culturale nuova che parla delle nostre origini e dei nostri paesaggi, all’interno di un contesto internazionale di pregio come il Salone internazionale del Libro”. L’evento – ha affermato Rotondaro – è stato molto interessante. L'afflusso di pubblico è stato altissimo e le attività allo stand regionale sono proseguite con entusiasmo. Il 19 Maggio,  abbiamo presentato il libro “Guida ai Monasteri del Mercurion”, che ha riscosso grande apprezzamento da parte di pubblico e addetti ai lavori. Il lavoro editoriale - hanno ribadito gli autori, Giovanni Russo e Pietro Rotondaro,- consente di fare un tuffo nel passato e di colmare lacune di conoscenza che aiutano a comprendere meglio la ricchezza del Parco Nazionale del Pollino, un tempo "Mercurion", area geografica "ascetica", in cui i monaci italo - greci si insediarono per circa ottocento anni, dal VII al XIV secolo. Aneddoti, ricostruzioni storiche, fotografie, itinerari, delineano, quindi, una vita tanto sconosciuta quanto suggestiva, che contribuisce ad  aumentare il fascino del Parco Nazionale e dei monti di Orsomarso”.

venerdì 26 maggio 2017

Addio alla regina del Cashmere

Era considerata la regina del cashmere.
L'autorevole quotidiano americano, il ''New York Times'', l'aveva incoronata per l'utilizzo di quella lana preziosa in quasi tutti i suoi abiti.
Ci ha lasciati Laura Biagiotti. Icona di stile. Ambasciatrice del made in Italy nel mondo. Stilista lungimirante. Donna, madre, professionista amata per le sue creazioni.
Era considerata la signora della moda.
Ed è proprio così.
Il suo essere così nobile nelle sue creazioni, nei suoi gesti, nel suo modo di vivere l'arte ha affascinato chiunque nel globo.
I più l'hanno amata, adulata, apprezzata.
E' andata via come un soffio di vento in una serata primaverile, dove i profumi della sua amata Roma avvolgevano e inebriavano l'essere.
Emblematico il tweet della figlia Lavinia, che sul suo profilo ufficiale ha postato un brano del Vangelo di San Giovanni: 'Nella casa del padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lo avrei detto. Io vado a preparavi un posto'.
Arrivederci Laura. Da lassù, continuerai a colorare le nostre vite e a scaldarci con il soffice batuffolo del cashmere.


martedì 23 maggio 2017

Interrogativi in una giornata che non avremmo mai voluto vivere....

Ho aperto gli occhi, questa mattina, con la mente focalizzata al 23 maggio di 25 anni fa, in cui perse la vita il giudice, Giovanni Falcone. Da allora, ogni anno, ogni minuto, ogni secondo, ogni attimo della mia esistenza lo passo ricordando l’insegnamento di quell’uomo, di quei due eroi che ci hanno lasciato.
Davanti ad una tazza bollente di caffè, accendo la tv, già sintonizzata sulle breking news del mattino e il mio cuore inizia a battere all’impazzata. Un senso di paura assale la mia anima. Davanti a me lo schermo con un titolone e, come sfondo, il lampeggiare delle sirene e un fuggi fuggi generale. Chiudo gli occhi per un istante. Li riapro e capisco di essermi ritrovata nuovamente immersa in una notizia che, proprio oggi, non avrei voluto leggere: “Attentato terroristico a Manchester. Bilancio provvisorio: 19 morti e 59 feriti”. (Bilancio che, con il passare delle ore è stato aggiornato. Qualche minuto fa il bilancio si è aggravato: 22 morti e 59 feriti. Un bilancio destinato ad essere aggiornato).
Una strage di ragazzini. Saffie aveva solo 8 anni. Gina 18. Un attacco alla beltà di fanciulli che erano andati a vedere il concerto della loro cantante preferita. Una serata di festa, tramutata in una carneficina. No. Non lo accetto.
Mi alzo dal divano, cerco di capire. Gironzolo per casa e non riesco a trovare risposte. Intanto le immagini continuano a scorrere nell’etere. 
Fotogrammi strazianti, come un film già visto. Dalla strage di Tel Aviv del 2001, a Charlie Ebdo, Bataclan, Istanbul solo per citarne alcuni. Gli scatti passano come un rullo nella mia testa.
Continuo, attonita, a guardare la televisione. Scorgo urla, rabbia, tormento, disorientamento, angoscia. Tutte parole che non si vorrebbero mai pronunciare, che non si vorrebbero mai provare.
Eppure siamo qui, in un triste martedì di maggio, un 23 maggio che vorremmo tutti dimenticare, un giorno che non vorremmo mai aver voluto vivere 25 anni fa, che ci fa ripiombare nella tristezza più totale.
Come si può pensare di uccidere degli adolescenti, dei bimbi inermi in questo modo? Perché siamo arrivati a tutto ciò?
Interrogativi legittimi. Domande, magari fuori luogo, che meritano una risposta.
Si è vero. Non possiamo non continuare a vivere spensieratamente. Dobbiamo reagire, dobbiamo continuare a vivere la nostra quotidianità come sempre.
Una frase mi viene in mente: “Chi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una sola volta”.
Mai come oggi, non potevano essere più attuali queste parole del giudice, Paolo Borsellino che, esattamente, 57 giorni dopo quel tragico 23 maggio del 1992, era il 19 luglio, raggiunse il suo amico di sempre in un luogo dove la pace e la serenità regnano sovrani, lasciandoci orfani di due uomini e altrettanti eroi (la loro scorta) le cui idee e insegnamenti camminano sulle mie, sulle nostre gambe ogni giorno.